Ovvero turismo religioso. Un'associazione di idee, che io, ateo e miscredente, trovo davvero di cattivo gusto.
Fossi un devoto sostenitore di San Pio, un collezionista di santini, un accanito frequentatore di azioni cattoliche, mi offenderei molto nel vedere la parola religione accostata alla parola "fidelizzazione", e a tutti quegli orribili termini di cui abusano gli esperti di marketing....
Sento parlare di "settore", fasce di prezzo", "traffico di turisti", e penso al senso profondo che i pellegrinaggi dovrebbero rappresentare.
Salvo poi trasformarsi in dissacranti gite fuori porta, in cui la spiritualità, il comune senso di appartenenza, lasciano il passo al sentimento del "panino alla mortadella con bibita annessa".
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